Italy, Mongolia · 16 Days · 49 Moments · June 2018

Mongolia - speciale NAADAM 2018


12 July 2018

Oggi invece siamo andati in bus a circa 50 km da UB per vedere le corse a cavallo dei bambini, che corrono senza sella x 10 km. In realtà più che altro Maristella e io siamo state a zonzo a osservare i mongoli che si godevano la loro festa. Poi ci siamo infilate in una ger a prendere le frittelle di carne che preparavano al momento, attendendo in fila il nostro turno. Uniche occidentali lì dentro. Già che c'ero ho visto come di fa il BBQ Mongolo. In un recipiente profondo sulla stufa fanno una base di brodo, latte e cipolla. Poi il recipiente si toglie dalla stufa e si mettono strati di carne di montone in cui inseriscono pietre ardenti prelevate dalla stufa. Si conclude con carote cipolle e patate e più di chiude con coperchio ermetico e si rimette sulla stufa. Una specie di cottura a vapore. Io non l'ho assaggiato ma pare sia buono. Si torna alle 16 a UB e stasera cena di congedo con i miei compagni di viaggio

11 July 2018

12 luglio ultimo giorno, domani si parte. Si capisce che non sono più su uno uaz su piste mongole vero? Sono nella capitale da 2 giorni e non ho avuto tempo di scrivere. Qui sono giorni di festa per il Naadam, in Mongolo giochi, una ricorrenza molto sentita qui in Mongolia e anche occasione per percepire l'autentico folklore. Il Naadam si svolge da oltre 2200 anni (è infatti la seconda olimpiade più antica del mondo) e da otto secoli è anche l'occasione per rievocare le gesta di Gengis Khan, orgoglio del paese. Dal 1921 costituisce anche l'anniversario della rivoluzione mongola. Ieri ho partecipato alla cerimonia di apertura allo stadio. Peccato piovesse e ci fossero 13 gradi. Locals in grande spolvero e con costumi tradizionali ad assistere con partecipazione alla cerimonia e nel pomeriggio ad assistere alle gare di lotta e tiro con l'arco. E di sera fuochi di artificio in città. La festa dura 3 giorni.

9 July 2018

10 luglio, ultimo giorno in giro e ritorno in capitale. Ieri sera abbiamo cenato a base di montone. Ma io ho lasciato la carne. Da stasera basta carne per un po'. Abbiamo passato del tempo con le guide. È stato bello, sono persone semplici ma di gran cuore. Stanotte ha piovuto e anche ora che stiamo partendo piove ed è molto umido. Direzione UB, dove arriveremo nel pomeriggio.
9 luglio Anche oggi ancora deserto del Gobi. Stiamo risalendo da sud verso la capitale. La meta di oggi è Ikh Gazryn Chuluu, dove i monti rocciosi alti fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri. Siamo su strada asfaltata quindi oggi va di lusso quanto a moto sussultorio. Arriviamo verso le 15 a destinazione. C'è un monumento dedicato alla più grande cantante di canto lungo della Mongolia, Norovbanzad, una tecnica che consiste nell’estensione massima delle note. La cosa incredibile è che dopo un paio di ore andiamo a vedere un anfiteatro all'aperto dove si tiene un festival di questo genere musicale e troviamo una cantante russa buriata, ovvero di una regione al confine con la Mongolia, che sta registrando un video cantando in costume. Alla fine canta per noi, pochi ma emozionati spettatori. Pranzo in mezzo ai graniti e lavata di piatti finale. Anche oggi bellissimo e insolito scenario. Notte in camp con vista.

8 July 2018

Arriviamo alle formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga verso le 20. Sembra un grande canyon. È molto bello. Un tempo questa valle era sommersa dal mare e pare ci siano fossili marini. Facciamo un giro a piedi e poi ci dirigiamo al camp. È la penultima notte in giro prima di tornare alla capitale dove ci aspettano due giorni di festa per il nadaam. Oggi con il fatto che eravamo su asfalto ho dormito in auto almeno due ore. La stanchezza si inizia a fare sentire, così come un po' di debilitazione dovuta agli sbalzi termici. Di sera io ho sempre dormito con il sacco a pelo invernale. Ma ci sta dai. Sapevo che il viaggio sarebbe stato intenso. Arriviamo al camp alle 21. Ci sono molte ospiti coreane in bagno che stanno facendo toilette manco fossero nel bagno di casa loro. Niente doccia dopo cena perché è finita l'acqua. Pipi all'aperto e nanna. Sveglia alle 7 con un po' di crampi addominali e nausea. Faccio colazione e prendo un buscopan sperando di placare il disturbo. Ci sta pure questo..
Grazie per la partecipazione e i commenti. Scusate i refusi ma scrivo in auto di solito che qui significa sobbalzare in continuazione e raramente rileggo. L'importante è segnare tutto per non dimenticarmi questa esperienza così positiva e intensa e tenere compagnia a casa a chi attende i miei reportage da ex donna avventura 😜 GRAZIE AMICI
Stranezze 4 I pastori mongoli radunano e spostano il bestiame, che a volte raggiunge anche migliaia di capi, con la moto. In generale si beve tè con latte o zuppe con risucchio rumoroso né si disdegna di sbattere la bocca mentre si mastica. Detto ciò, sono così amorevoli e ospitali che non mi dà fastidio.
Verso le 13 dell'8 luglio arriviamo su una strada asfaltata. Stiamo tornando verso la capitale. Impiegheremo un paio di giorni. Il paesaggio che costeggia la strada è arido.
Verso le 13 dell'8 luglio arriviamo su una strada asfaltata. Stiamo tornando verso la capitale. Impiegheremo un paio di giorni. Il paesaggio che costeggia la strada è arido. Talvolta piatto, talvolta montagnoso. Predominano i colori della terra, i rossi, i marroni e c'è anche un po' diverse dato da arbusti. Sono riapparsi greggi di capre e pecore infatti, anche se meno frequenti che nella parte attraversata fino al Gobi. Siamo ancora in zona desertica oggi e domani. siamo anche a una certa altitudine, sopra i 2000 credo. Infatti quando ci fermiamo per il Picnic a base di pane e formaggio, io indosso il pile.
Nulla, dopo avere smontato mezza macchina e sostituito il motorino di avviamento l'auto finge di partire ma poi molla il colpo. Stiamo all'aperto un'ora e mezza contemplando il cielo. Non ci pesa anzi ci dispiace x i drivers. Poi viene deciso che Ciogiò traina l'auto di Erka e gli altri vanno al campo con una macchina che si è fermata ad aiutarci. Stasera niente vodka, si è fatto tardi Erka Lavorerà parte della notte e di mattina la macchina è perfettamente funzionante. Mi sveglio riposata. Per la prima notte in famiglia abbiamo dormito su materassi invece che su assi di legno rivestiti di uno strato di coperta. In compenso niente cuscino che io ho sostituito con il volare imbottito da viaggio. Bello qui. Questa famiglia ha latrine molto pulite e una specie di bagno dove ci si può fare la doccia. Ha anche una gher cucina collegata con una gher dove ci sono tavoli e sedie per la colazione. Caffè della moka preparato da Roberto e pronti a ripartire nel deserto.

7 July 2018

Ieri sera abbiamo atteso che scendessi dalla scalata gli sposini e Roberto, uomo incredibilmente in forma e sportivo. Poi ci siamo spostati in un campo gher dove abbiamo cenato Mongolo cucinato da Sambuu. Buonissimo. Il tutto all"aperto e ci le dune come sfondo da un lato, il nulla desertico dall'altro, assoluto silenzio e un tramonto scenografico così incredibile da sembrare un effetto speciale. Lasciamo quel campo alla volta del nostro perl'ormai irrinunciabile brindisi a base di vodka a conclusione di un'altra giornata pregna diemozioni e momenti memorabili. Partiamo io, Sambuu e gli sposini con un'auto e gli altri con Erka. Facciamo un paio di km il nostro autista si accoege che Erka dietro non c'è. Ritorniamo indietro e troviamo l'auto in panne. È buio pesto ma il cielo è costellato di puntini e scie luminose. Erka propone subito di farci accompagnare da Ciogiò al camp in due viaggi ma noi rimaniamo. Oramai siamo una squadra, uno x tutti, tutti per uno.
Questo post lo scrivo direttamente seduta su una duna del Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Qui le dune sono davvero altissime, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri. Io salgo poco. Quella su cui si sale sarà 500m. Mi accontento di salire per un pochino poi mi siedo lambita dal vento e contemplo lo spettacolo mentre accarezzo la sabbia finissima. Questa Mongolia sorprende tutti i giorni. Mai una delusione. Solo bellezza, ospitalità, natura, libertà, forza. Stanotte dormiamo da un a famiglia che ha tende gher proprio di fronte alle dune. Una meraviglia. Quando siamo arrivati ci hanno offerto latte caldo, dei biscotti frutti a forma di cilindretto e il capo famiglia ci ha fatto provare il tabacco da sniffare. Buonissimo, forte e profumato. Le prime due foto sono scattate ora. Stato di benessere puro 😍
Dopo pranzo ripartiamo per la prossima tappa. Ci fermiamo quasi su into in un paesino dove Samboo compra un po' divieti per la cena. Stasera saremo in famiglia x l'ultima volta e cucina lei. Fotografo due uomini in vestito tipico (con sto caldo 😥). Ci sono due macellerie ambulanti su camioncino. Stanno sezionando bestie interi, credo montone. Proseguiamo nel deserto fino a che le auto si fermano a delle bancarelle nel nulla che vendono pietre. Subito arrivano i proprietari in moto che alloggiano in due gher poco distanti. Incredibile c'è anche un pozzo dove arriva un cavallo magrissimo e il suo puledrino che si attacca alla mammella. Roberto riempie Una tanica di acqua per stasera. Io mi rinfresco piedi, faccia e braccia. È piacevole perché freschissima. Non oso berla però. Intorno ci sono cavalli liberi. Poveretti qui patiscono fame e sete mi sa...
Sabato 7 luglio. Sveglia alle 7 nell deserto. Il cielo è limpido e l'aria ancora fresca. Ci aspetta una giornata rovente. Colazione e via verso ayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” – dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 fece le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie fino ad qualche allora sconosciute. Durante il viaggio solo paesaggio piatto, miraggi, qualche gregge di pecore e cammelli. Proseguiamo per ore nel deserto, a volte piattissimo a volte scavallanfo colline rocciose. Il cielo è limpido e con nuvole che qui in Mongolia sembrano sempre enormi zuccheri filati. I colori dominanti sono sabbia, ocra, rossi, giallo. C'è caldo ma ancora si sta bene, è piacevole. Arriviamo verso le 13. Il sito è incredibile, c'è pochissima gente, ci muoviamo sotto un sole infuocato ammirando un panorama davvero unico. Pranzo a base di zuppa. Strepitosa!

6 July 2018

Ieri sera c'è stato maltempo. Grandine e pioggia. Una bidera di vento e considerando che eravamo almeno a 2500 mt ci saranno stati 5 gradi a dir tanto. Abbiamo acceso la stufa a ghisa x scaldare un po' l'ambiente. Di mattina ci siamo alzati, colazione e io ho salutato un amore di bimbo di 13 mesi che mentre io ero tutta bardata per il freddo, era mezzo nudo. Non porta il pannolino. Ha i codini perché ai bimbi non tagliano i capelli fino tre anni. Ci incamminiamo. Oggi ci spostiamo nella zona desertica del Gobi. Attraversiamo un ponte di legno e ci fanno scendere dalle auto x alleggerirle. Il cielo è coperto, le foto sono suggestive. Guardiamo anche un torrente. Oramai i nostri euro hanno dato dimostrazione che con le loro auto vanno ovunque. Per pranzo ci fermiamo in una gher osteria. Una signora anziana ci cucina al momento tagliatelle fatte in casa con montone e verdure. Una prelibatezza. Da bere grappa di latte. La ricetta la scrivo in un altro post. Davvero una bella esperienza.
Arriviamo nel Gobi in serata. Mi spiace un po' avere abbandonato quel verde imperante e gli animali da pascolo a favore del color sabbia/ocra e dei cammelli. La meta finale è il Monastero di Ong, più che altro ruderi di antichi templi distrutti dai comunisti. Il silenzio è la quasi assenza di gente la fanno da padroni. Ci fermiamo anche in pozzo a bere dell'acqua che pare abbia poteri benefici. Stasera finalmente doccia e cena al campo dove dormiamo. Il pasto è a base di ravioli al vapore e frittelle, entrambi ripieni di carne. Due shot a base di vodka, oramai è un rituale ascoltare Sandro che farnetica con i suoi brindisi. C'è tanto vento e un cielo scuro e pieno di stelle quando vado a dormire. Anche oggi è andato tutto alla grande e il pranzo Mongolo alla osteria gher un momento epico e indimenticabile di quanto viaggio.

5 July 2018

Per arrivare all'eremo è prevista una passeggiata nel bosco di circa un'ora. È possibile arrivare anche a cavallo. Io decido per il cavallo perché mi piace andarci e in Italia non lo faccio mai. Ci mettiamo circa 50 minuti a salire e passiamo in un bosco pieno di colorati fiori di campo. lasciamo i cavalli e saliamo all'eremo, pochi gradini sconnessi che ci portano ad ammirare un paesaggio mozzafiato. Eh niente, questo verde non mi stanca... Io decido di tornare ancora in cavallo e una volta giù andismo alle gher. Stanotte siamo in due gher di famiglia. Dormiremo noi 4 donne più Samboo. Per cena Maristella e io prepariamo uova strapazzate con zucchine. Mentre siamo lì a bighellonare montano una gher. Incredibile pensare che una struttura così semplice sia una casa e ci vivano anche a meno 40 gradi. La Mongolia è assolutamente minimale! Ovviamente niente bagno solo una latrina in mezzo al nulla. Almeno la privacy è garantita.
Dopo la cerimonia religiosa,  partiamo con direzione l’eremo di Tuvkhun, situato in una zona di grande rilevanza storica, creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche. La strada è tutta pista, prima sterrata, seconda solo all'asfalto, poi pista delle due ruote, come la maggior parte delle piste qui. Ci fermiamo a fare delle foto prima agli yak, mai visti finora, una specie di mucca pelosa e senza corna. Poi sosta a un panorama da cui si ammira un fiume. Arriviamo a destinazione e pranziamo. Picnic con pasta al pesto e poi meta un tempio recentemente restaurato, incastonato sulle montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Questo eremo fu molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni.
La comunità monastica in cui dormiamo e che ci ospita è intima e formata solo da una quindicina di monaci. Il più piccolo ha 6 anni. Dormirci significa anche dare un contributo a una comunità che accoglie anche persone che qui possono trovare un futuro: c'è un monaco con la sindrome di down, uno con un braccio offeso, orfani. Facciamo colazione e assistiamo alla cerimonia di preghiera. Sembrano specie di nenie corali e ogni tanto suonano alcuni strumenti come tamburo, conchiglie, piatti, campane, trombette. Ovviamente nemmeno qui c'è il bagno come lo intendiamo noi. Però hanno una latrina evoluta, con una specie di water, credo per gli ospiti, visto che affianco ci sono 2 latrine standard in cui manca una trave centrale. Stasera ancora famiglia. Per una doccia dobbiamo attendere domani sera quando saremo al campo gher. Ma sì oramai mi sto talmente abituando a questa soluzione che mi sa che a casa per fare pipí scendo nel giardinetto condominiale...

4 July 2018

Passiamo la notte al Monastero di shank, che dista circa 30km di strada asfaltata da Kharkhorin. Prima di cena I nostri eroi, gli autisti, puliscono le auto. Il posto è silenzioso e davvero suggestivo. Per cena ravioli al vapore ripieni di formaggio e montone (io non mangerei carne ovina ma non c'è altro e poi devo ammettere che non mi dispiace quella che mangio qui). Hanno cucinato per noi delle donne del villaggio. Poi ci spostiamo nella zona notte dove oramai si svolge il rito serale degli shot di vodka. Va giù che è una meraviglia. Me ne faccio quasi 4. Ci diamo la buonanotte e io rimango fuori a fumare una sigaretta. Di nuovo una stellata emozionante, così come il monastero nel buio. Esce anche Maristella a osservarla e ci mettiamo a parlare un po di noi, discorsi intimi e introspettivi. È un bel momento anche questo: due donne che si raccontano senza fronzoli, con autenticità. Andiamo a dormire che sono quasi le 2, con noi anche Samboo stanotte. Sono serena per niente stanca.
Arriviamo incredibilmente a Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis KHAN PZ 0PP. Oggi è solo un villaggio dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visitiamo il monastero-museo di Erdene Zuu, meta di pellegrinaggio per i mongoli, che colpisce anche per le lunghe mura sormontate da piccoli stupa che ne delimitano lo spazio sacro dalle vaste praterie e dai colli verdi; costruito sui ruderi di Kharkhorin, contiene diversi templi molto ed un piccolo museo. Io e Maristella ci stacchiamo dal gruppo e andiamo fuori dove ci sono negozietti di souvenir. Io compro la cartolina per Ale e una bandierina per il mio zaino. Poi un caffè freddo e chiacchiere sedute in panciolle. Arriviamo alle 9 per cena al monastero dove trascorreremo la notte.
Ci fermiamo a un posto di blocco costituito da una gher con bandiera rossa. Il tipo, che stava facendo pesi su una panca di legno e che si infila la maglietta al volo, prende nota delle nostre targhe su un foglio e spruzza una soluzione disinfestante alle ruote. Deduco che stiamo uscendo dalla zona infettata e per precauzione sottopone la auto a una specie di purificazione. Andiamo avanti ancora per due ore e poi ci fermiamo in una costruzione di cemento in mezzo al sempre sorprendente verde per il pranzo. Oggi Samboo ha preparato insalata di riso. Ebbene, è un asilo estivo diurno per i bambini dei nomadi allevatori dei dintorni. Non ci sono parole per tanta tenerezza e bellezza. Due maestre e una decina di bambini tutti con occhi vispi e curiosi di questi intrusi dagli occhi tondi. L'ultima foto sono i bambini che vanno tutti a fare pipí. Culetti al vento per le femminucce che sono talmente piccoline che nemmeno riescono a tirarsi giù le calze lunghe. Buffissimi tutti
Ci fermiamo in una gher. Solito principio. L'autista si ferma ed entra in una casa nomade di sconosciuti. Subito viene offerto tè salato con latte, oggi frittelle e panna del latte solida, tipo burro. Ci sono due bambine graziosissime. Regalo loro due occhiali, due quaderni, due evidenziatori e due succhi di frutta. Ci facciamo delle foto e la mamma mi chiede di mandargliele con Facebook. Prendo nota, lo farò quando ho connessione. Roberto mangia una minestra di montone e linguine in brodo. Io l'ho assaggiata ieri sera dalla cena degli autisti e non era male in realtà, anche se di solito non mangio carne ovina. Proseguiamo e ci fermano quasi subito due poliziotti in borghese, in canottiera. Ci sbarrano la strada sempre per l'epidemia. Impossibile passare dalle zone infettate. Beh oggi va così ogni tanto ci fermiamo a una gher per chiedere info. Andremo dove ci porta il destino a questo punto😊. L'ultima foto sgranata sono due avvoltoi.
Partiamo alle 9:30 in direzione sud est verso Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan. Costeggiamo parte del lago Ogii. Con i suoi 25 kmq di superficie è uno dei più grandi laghi della Mongolia Centrale; è situato a 1.387 mt, un paradiso faunistico ricco di uccelli e di pesci. Viaggiando vediamo diversi animali sulla riva, un paio di persone pescatori e scorgiamo molte aquile ferme e in volo. Purtroppo il mio cell non rende giustizia allo spettacolo. Proseguiamo sulla pista ma incontriamo un macchina guidata da stranieri che ci avvisa che la strada è chiusa. Come ieri. Pare che ci sia una epidemia di rabbia e alcune zone siano in quarantena. Effettivamente vediamo qua e là delle carcasse e scheletri di animali. Chissà se morti x malattia... Anche oggi i nostri autisti se la cavano alla grandissima e vanno fuori pista, sul prato, scavallando colline e dando prova di un senso dell'orientamento innato davvero eccezionale.

3 July 2018

Gli altri vanno a fare un passeggiata al lago, che dista pochi metri dalle gher. Io rimango perché Samboo mi ha detto che vuole fare pasta al sugo per cena e ritengo opportuno supervisionare la cucina. Nel frattempo i bambini della famiglia giocano all'aperto allegramente. Anche Mariastella si ferma e facciamo benone. Samboo avrebbe messo la pasta e l'acqua insieme a freddo. Passiamo un paio di ore tranquille e facciamo una pasta prelibata con sugo con soffritto di carote e cipolle e parmigiano portato da Maristella. Cena all'aperto e conclusione con caffè della moka e shottini di vodka. Poi una passeggiata al lago per sgranchirsi le gambe e infine io contemplo il cielo mentre mi lavo i denti con la bottiglia. È la prima sera che il cielo è sereno e c'è una stellata commovente. Anche questa giornata è passata e si sta meravigliosamente. L'unica nota dolente è che abbiamo saputo che è morta la mamma di Erka, l'autista che ci ha invitato a pranzo 2 giorni fa. Non andrà al funerale.
Proseguiamo verso il lago Ugii, meta della giornata. Propongo di fermarci in una zona dove ci sono massi e rocce così possiamo dare per una volta pipí con un po' di privacy. Stiamo in auto tutto il giorno e poi ci perdiamo perché hanno chiuso il percorso solito. Ma i nostri hero drivers alla fine guidano sull'erba e arriviamo a destinazione verso le 18. Dormiremo in un camp gestito da una famiglia. Entro nella loro cucina per mettere le birre in fresco e subito mi offrono uno shot di vodka. Declino con la scusa che sono a stomaco vuoto ma si vede subito che loro sono già alticci e molto gioviali. Chi avviso secondo voi? Ma Sandro of course. Ci si ficca a pesce. E vai di foto e shot a goccia senza limite. La bottiglia si scola in poco tempo. Un giovane e aitante mongolo approfitta per spupazzarmi un po'. Se non torno sapere perché...
Proseguiamo sempre e solo su piste. Arriviamo all'ora di pranzo e gli autisti decidono di fermarsi nei pressi di una casa con del verde molto curato x fare il picnic. Chiedono in permesso e la famiglia ci offre la loro casa e ci offre pure il latte di giumenta fermentato, che è un filo alcolico e frizzantino. Ospitalità che ci lascia senza parole, anche se ormai ci stiamo abituando. Sarà dura tornare alla realtà dell'Italia. Incredibile come sta gente ti apra la porta, ti accolga a casa loro, ti lasci usare il tavolo x pranzare e stia in disparte, a casa loro...
3 luglio Ci svegliamo e io mi faccio un'altra doccia e lo shampoo. Per tre giorni non mi potrò + lavare e il bagno sarà solo sul prato. Dopo colazione a base anche di wuster ovino, partiamo e la prima tappa è la sposta in una gher di veri nomadi. La signora ci offre un buonissimo yogurt fresco oltre a quello secco che invece non mi piace. Nella prima foto si vede lo yogurt che si essicca al sole. Qui ti aprono tutti la loro casa e ti accolgono con una tazza di qualcosa. Vicino c'è una famigliola di pastori con bambini stupendi. Accorgono per le caramelle che Maristella elargisce generosamente.

2 July 2018

2 luglio sera Arriviamo in gher al tramonto. Cielo suggestivo come sempre qui. Finalmente doccia calda e bagni puliti. A cena siamo nel ristorante del campo. Pollo e patatine fritte. Birra e vodka gentilmente offerti dai nostri galantuomini. Mi faccio un po' di shottini pure io e la serata risulta davvero piacevole, molto allegra. Sandro è un personaggio già da sobrio. Con la vodka in circolo da scompisciare. Nel campo ci sono anche dei fiori che ricordano anche le stelle alpine. Piove quando rientriamo dalla cena e fa freschino. Anche oggi e stata una giornata davvero ricca di verde e calma interiore. Ps non male la vodka tutto sommato.
Proseguiamo verso ovest transitando da Erdenet, la città delle miniere di rame, e poi verso il parco naturale di Uraan Togoo, famoso per i suoi due vulcani spenti. Sulla strada un paesaggio montano che ricorda la Svizzera. Sono quasi le 7 quando arriviamo al capo gher. Ci assegnano la gher e poi via verso il vulcano spento. Inutile dire che anche qui è magnifico. Andiamo in auto al vulcano. Attraversiamo un bosco di pini e alberi dal fusto bianco. Sembra di essere in montagna d'estate. Lasciamo le borse e andiamo verso il vulcano spento. Saliamo per metà con la auto e l'ultimo tratto lo facciamo a piedi. Ultima e in affanno arrivo in cima. Si sta bene. Io e Maristella ci fermiamo mentre gli altri vanno a fare una passeggiata tutto intorno alla caldera. Mentre camminiamo piano scambiando due parole si alza un vento di cui avverto + che altro il sibilo. È come una melodia che ci sorprende e incanta all'improvviso. È un momento in cui mi fermo e rimaniamo in contemplazione della magia.
Proseguiamo con la pista. Forse non ho detto che ieri abbiamo abbandonato la strada asfaltata e abbiamo raggiunto il monastero percorrendo circa 30km di pista sterrata in mezzo al verde. Anche oggi viaggiamo per un po' su pista. Vediamo delle colline verdi con macchie di fiorellini viola. Peccato non averle fotografate. A pranzo andiamo a casa di uno degli autisti, Erika. Lui da un mese non torna a casa. E' una occasione per lui di passare qualche e ora con la famiglia, noi di stare con una famiglia mongola. Ci sono la moglie, la figlia e tre nipotine, di cui una di 10 mesi. Ci offrono come entree un tè con latte salato e dello yogurt seccato. Mangiamo un delizioso riso con verdure e montone. Passiamo qualche ora tranquilli lí. Mi decido a provare la latrina anche perché qui non posso andare altrove a farla. Essendo privata è decente. Nessuno qui ha bagno né acqua corrente. Quindi i bisogni fuori in queste latrine. Quanto al lavarsi pare che i paesi abbiano delle docce pubbliche.
La prima tappa di oggi 2 luglio è nei dintorni del monastero, dove su una collinetta ci sono otto stupa dove sorge il cimitero degli unni, il ‘Khirgisuur’. Niente di imponente. Un gregge di capre, un tempietto, una gher e un pastore con il suo cavallo. poco dopo lo raggiunge un altro pastore. Anche qui quiete, silenzio e tantissimi grilli che saltellando sul prato.
Abbiamo dormito sul duro. Niente materasso. Brande con asse di legno e qualche strato di morbido di dato da qualche coperta. Notte tutto sommato buona, ho dormito abbastanza per la prima volta. Ovviamente niente doccia. Né c'è acqua corrente. Il loro angolo toilette è nella prima foto. Ci vestiamo e pronti per la colazione all'aperto. Maristella ha portato caffè e moka. Ci sono un po' di aria freschino e qualche goccia ma è piacevole. Do penne e quadernetto alla famiglia e appena si sveglia uno dei bambini inizia subito a scrivere, prima ancora della colazione. Qualche foto ci la nonna. La famiglia mi ti grazia dei regali con un pacco di yogurt solido e dolcini. Torniamo al monastero e assistiamo a una cerimonia di preghiera. I monaci, 35 in tutto, ci danno un sacchetto a testa con dolci vari e un maxi biscotto prodotto da loro. È un modo di condividere quello che ricevono. Mi spiace prendere da loro ma a io volta donerò quanto ricevuto. Circolo virtuoso di donazione e gratitudine.

1 July 2018

Arriviamo a destinazione intorno alle 18. Siamo al monastero di Amarbayasgalant, uno dei più belli ed importanti della Mongolia. Significa posto di gioia e tranquillità e infatti c'è una pace incredibile. Facciamo un giro del monastero, costruito nel 1737 e dedicato a Zanabazar, il primo imperatore-lama, scienziato e grande scultore, la cui salma venne traslata qui nel 1779. Qualcuno decide di salire alle due stupa che dominano dalla collina. Io torno con Samboo dove alloggiamo per aiutarla con la cena. In realtà lavo solo i piattidel pranzo insieme a Sandro. Stanotte dormo con 4 compagni nella gher. La famiglia che ci ospita ha una nonnina carinissima e dei bambini che giocano e cenano con i sandwiches avanzati. Nell'aria pace assoluta, clima festoso dei bambini, fermento in cucina.
Per pranzo ci fermiamo a lato strada su un piccolo promontorio verde. Samboo e gli autisti allestiscono in 5 minuti il nostro spot del Picnic, tavolo, sedie, sandwiches con formaggio e pomodoro. Deliziosi. Da bere tè caldissimo. Inizia a piovere ma nessuno si scoraggia. Rimaniamo tutti lì felici di condividere con gli altri e con i nostri tre amici mongoli il primo pranzo all'aperto e la nostra avventura. Inutile dire che il bagno è en plein air. Il problema è che qui non c'è nemmeno un cespuglio 😭. Poi ci fermiamo in una specie di autogrill. Penso che magari riesco a fare pipí in un bagno. Invece ci sono solo latrine, a cui io non oso avvicinarmi. Niente, me la tengo ancora fino a che il bisogno sarà più importante della mia ritrosia ad accovacciarmi con i miei compagni di viaggio nei paraggi.
Finalmente partiamo. Abbiamo a disposizione due furgoncini robusti di fabbricazione russa. Gli autisti qui hanno anche, competenze meccaniche. Non si sa mai...Io oggi sono su quello azzurro. Nella parte dietro ha una specie di salottino. Un sedile per tre + due sedili controsenso singoli, con tavolino in mezzo. Prima tappa supermercato per prendere acqua e viveri vari ci possano servire. Poi via su una strada asfaltata, che taglia colline verdi. Il tempo è brutto e fa freschino. Si vedono animali pascolare tranquilli, per lo + capre, cavalli e mucche. L'autista sfreccia anche a 100 all'ora in alcuni punti, con sorpassi talvolta azzardati, schivando buchi che ci fanno sussultare a ogni pié sospinto. Vediamo anche le prime gher, le tipiche tende dei nomadi mongoli. Il tutto con sottofondo di musica che definirei un ibrido tra musica Indiana e di newmelodici mongoli. Sto bene. Nonostante il grigiore sono allegra, così come i miei compagni di viaggio. Ci aspettano circa 350 km di strada.
Stranezze 3 Questa è fortissima. Siamo partiti. Siamo su due pulmini tipo quelli della famiglia Bradford. Siamo divisi 4 da una parte e 4 dall'altra. Io viaggio con Samboo, Sandro e Roberto. Ci siamo fermati in un supermercato a fare un po' di spesa, tra cui l'acqua. Decidiamo di prendere delle birre con i maschietti. Ebbene in cassa ci dicono di no. Non capiamo. Allora chiediamo aiuto a Samboo. Ebbene, oggi è il primo luglio e il primo giorno del mese non si vende alcool. Non abbiamo capito perché. Birre lasciate in cassa 😭😜

30 June 2018

Oggi mi sono unita al gruppo. Siamo in 7 più la guida Samboo, una dolcissima 25enne mongola che ha ripreso il mestiere dopo la interruzione della maternità. Il suo italiano scricchiola ma è così tenera... Ci siamo trovati alle 11 all'hotel sain asar e siamo partiti alla volta del city tour con visita al tempio Gandan dove io sono stata già ieri. Oggi c'era molta gente e parecchi monaci in preghiera. Però io ho preferito l'atmosfera da set fotografico di ieri. Più intima, quasi in esclusiva per me. Ieri poi c'era il sole mentre oggi il cielo era velato. Poi siamo stati al department store dove abbiano preso la sim. Io la divido con Roberto. Poi un giro al palazzo invernale dell'ultimo re della Mongolia, bogd khan e poi un giro alla collina panoramica. Almeno 800 gradini tra su e giù. Le foto, data la luce, non rendono. In ogni caso UB secondo me è bruttina...tra meno di un'ora appuntamento con gli altri x andare a cena. Domani alle 9 si parte per l'avventura nella vera Mongolia 😍
Stranezze 2 Il senso orario: qui in Mongolia si fa tutto in senso orario. Si entra nei templi e nelle gher e si fa il giro da sinistra. Si girano le ruote delle preghiere nello stesso modo. Ok, vedrò di ricordarmene La guida Dunque, appena arrivata ho pensato che la guida fosse all'inglese. Oggi, dopo tre giorni ho scoperto che la guida è come da noi. La cosa diversa è che molte auto hanno il volante a destra e quindi mi ero confusa. Ho letto che importano auto dismesse da altre parti del mondo che magari non possono più circolare perché inquinanti. Evidentemente molte da paesi con guida a sinistra, esempio il Giappone. Qui la gente fa autostop, chiede passaggi, alzando il braccio ad altezza spalla, non il pollice. Mi sembra di avere letto che poi si dà qualcosa all'autista x la cortesia. Un modo per risparmiare da un lato e di arrotondare dall'altro.

29 June 2018

Oggi pomeriggio mi sono fatta coraggio e sono uscita sotto un sole cocente. Ho pensato di andare al tempio Gandan, una istituzione per UB, che significa Grande luogo della gioia completa per prendermi un po' di fresco e di pace lì. Di fresco c'era poco, in compenso ho trovato un set di shooting. Prima una coppia di sposi rock'n'roll, lei in all star con scorta di tre moto Harley guidati dai Red Falcons (così diceva il loro giubbotto di pelle nera😂). Poi una coppia di futuri sposini in posa in costumi tipici. Adorabili. Poi mi sono spostata nell'unico punto ombreggiato e sono arrivati anche loro poco dopo. li ho visti cambiarsi costume e agghindarsi con un nuovo outfit. Già che c'ero selfie con la ragazza, che era stupenda e sotto indossava shorts in jeans e una maglietta di Minnie, mostrando sì e no 20 anni. È stato divertente. Poi un té ghiacciato e un giro al department store. Niente di che, ma la giornata di decompressione è andata serenamente. Da domani si fa sul serio 😊
Sono quasi le 9 di sera e sono a cena. Ho appena finito un massaggio di 90 min. Ammazza se picchiano le mongole. Mani pesantissime ma ora mi sento leggera leggera. Sono tornata nello stesso posto di ieri sera. Volevo andare a mangiare dove mi ha consigliato il kazako, dice che oggi ha avuto "the best lunch ever here in Mongolia". Peccato che il menu fosse solo in cirillico e non parlano inglese. Sinceramente avevo paura di prendere roba a base di agnello montone ecc, carni che non mi piacciono. Così di nuovo spiedino. Però mentre ieri era alla maniera russa e di pollo, stasera l'ho preso alla Coreana e di maiale con patatine. Ho scelto un'altra birra perché quella di ieri sera era molto forte...Tiger birra di Singapore scopro, ma più leggera effettivamente. Sto bene, sono rilassata, non fa caldo. Oggi ho mangiato solo una banana e delle mandorle e bevuto un tè freddo. Ora ho fame. Spero di dormire stanotte. Il jetlag è la parte negativa dei viaggi. Una fatica bestiale ad adattarsi.
Oggi giornata loffia. Sono rimasta sveglia fino oltre le 4 così poi ho dormito fino alle 9, ho fatto colazione e mi sono riaddormentata fino alle 14. Ho chiacchierato un po' con il kazako. Oggi lui e la ragazza di HK partono con un bus che dopo 20 ore li porterà in un posto dove lavoreranno come contadini, senza stipendio, a fronte di vitto e alloggio. Lei lo farà x 2 settimane, credo sia il suo scopo del viaggio immergersi nella vita quotidiana di gente semplice. Darà una mano insomma. Lui ha detto che non ha piani. Ha lasciato il lavoro e sta viaggiando perché ha 33 anni e non si era mai fermato prima. Sempre in ostello c'è una coppia dall'alaska, avranno la mia età, che si sta montando le bici che si sono spediti da là e poi via pedalando in Mongolia. Idem una coppia più giovane dall'irlanda. Ecco perché ho scelto l'ostello invece che l'hotel figo. Perché conosci gente facilmente e ogni volta che ci parli pensi wow...
Le Stranezze della Mongolia Questa sezione verrà aggiornata man mano che noto cose insolite. Dunque pare che qui si vada pazzi per il karaoke. Oggi ho visto ovunque insegne di bar e pub con karaoke tutte le sere. I mongoli guidano malissimo e non si fermano a dare le precedenze né quando il semaforo pedoni è verde né sulle strisce. Devo anche riconoscere che i pedoni attraversano anche quando il semaforo è rosso mentre spesso stanno fermi se è verde 🤔. In tutto questo io oggi non sapevo che fare... Per fortuna le strade pare che siano solo a UB. Fuori solo sterrato. Ho ragione 😂 ecco cosa ho trovato sul sito Mongolia.it “in effetti, sembra paradossale ma l’unico concreto pericolo per uno straniero in Mongolia è… attraversare la strada. I mongoli sono gentili sempre, ma non in macchina. Anche se avete il verde tenderanno ad investirvi". I told you...😂😥🤣
Ovviamente causa fuso sono sveglia dopo aver dormito solo un'ora e mezza. Copio sotto la descrizione del viaggio intrapreso che inizierà sabato Il viaggio segue un ampio anello che porta a nord ovest di Ulaanbaatar all’antico monastero di Amarbayasgalant ed al lago di Oghi da qui si procede verso sud est per Kharkhorin, dovi si trova il più antico monastero della Mongolia e si dormirà presso il piccolo ma vitale monastero di Shank, da qui si scende verso il deserto del Gobi dove si esplorano aree naturali stupende arrivando a Bayanzag, alle grandi dune di Khongoryn Els ed a Yolin Am, ultima propaggine dei monti Altai. Si rientra godendo della magia di Tsagaan Suvraga e dei monti granitici di Ikh Gasriin, le cui evocative forme plastiche hanno ispirato infinite leggende. Con un percorso così completo si potrà vivere appieno una realtà che offre, oltre alle bellezze naturali e un intenso mondo spirituale che è saldamente collegato in tutte le sue forme alle forze della natura.
Viaggio Cina Mongolia breve e inoffensivo. Ho parlato un po' con un'americana e mi ha detto che sono un gruppo di 12 donne di una università di medicina e infermieristica. Non ho capito bene cosa facciano qui ma erano simpatiche, molto entusiaste. Atterrata a UB verso le 11 di mattina ci sono: - Una luce abbacinante - Un caldo afoso (segna 28°) - Un traffico paura e una guida (a destra) selvaggia con macchine che sbucano ovunque. - una lingua parlata incomprensibile e scritta che sembra o forse è proprio cirillico mentre il parlato non ricorda il russo E in tutti questo io sto squagliando, visto che l'aria condizionata funziona come sulla mia Clio...
Scalo a Beijing. Arrivo intorno alle 6 scarse del mattino. Praticamente ho perso una notte perché per il mio fuso italiano era circa mezzanotte mentre qui c'è già luce e sole. Non ho dormito niente se non mezz'ora. Ho visto 3 film italiani e uno in inglese. Ho fatto pranzo e cena (pessimi) e mi sono sorbita la cinese di fianco che ha dormito tutto il tempo e ha invaso il mio spazio con gambe e culone. Vabbè però è volato. Una volta qui ho dovuto superar di nuovo il check point e mi hanno sequestrato un powerbank e un accendino, che non si possono portare sul volo. Mi spiace x il caricatore ché mi faceva comodo per il cellulare durante il giorno. Pace. Comunque cinesi antipatici, non parlano inglese e per dimostrare che il powerbank era da lasciare mi hanno sottoposto una circolare in cinese con solo un numero scritto in occidentale. Ma è normale?😠 Ora sono sul volo x la Mongolia. Sono circondata da donne statunitensi allegre e caciarone...faccio un po' di esercizio di comprehension...

28 June 2018

Vicino all'ostello c'è un centro commerciale, max mall, (in realtà e pieno di mall e department store) e c'è pure una spa. Prenoto un massaggio x le 20, giusto il tempo di una doccia prima. All'ostello conosco una ragazza di Hong Kong e un ragazzo del Kazakistan che mi invitano a unirmi a loro x cena ma io ho un massaggio che mi aspetta. Circa 20 euro per un massaggio di un'ora molto forte ma corroborante. Poi cena a base di spiedino di pollo e birra mongola. Sono le 10 e finisco di bere la birra in ostello all'aperto. Non fa più così caldo. Si sta bene e spero di dormire il più possibile. Insomma prima giornata svangata alla grande 😊, nonostante non abbia una guida né la più pallida idea di cosa fare in città.
Ero rimasta allo scioglimento in auto. Bene. Poi sono arrivata all'ostello Danista nomads. Ho una camera al terzo piano, graziosa e luminosa. Appena arrivata mi sono buttata sul letto e ho dormito un paio di ore. Ero sfatta. Poi mi sono alzata e contro voglia sono andata in avanscoperta della città. UB me l'aspettavo brutta e infatti è così. Ma forse meno brutta di come pensassi. Direzione: la piazza principale. Sbaglio strada ma nel percorso trovo un ufficio turistico che mi dà una mappa migliore e mi indirizza nella giusta direzione. Arrivo quasi in piazza e chi trovo? Le americane gioiose e casiniste dell'aereo. La mia vicina di posto mi riconosce e mi invita a salire all'ultimo piano, il 23°, della torre blu. E così passo un paio di ore con loro sorseggiando un caffè freddo e chiacchierando. Sono davvero piacevoli ed entusiaste. Le saluto e vado nella piazza principale e poi torno in ostello. In tutto cammino almeno una decina di km.

26 June 2018

Questo viaggio inizia un mercoledì di sole estivo con un volo verso Beijing, Pechino. È il 27 giugno 2018 e tra poco decollo. Volo con Air China ed è inutile dire che se mi guardo intorno vedo solo occhi a mandorla. Arriverò domani mattina presto ora locale dopo 10 ore di volo. Starò un paio di ore in aeroporto e poi un volo di due ore e mezza mi porterà nella capitale mongola, Ulaanbaatar. Ho già sonno nonostante sia poco più che mezzogiorno. Ho un posto finestrino. Spero di dormire il più possibile. Ci dovrebbero essere 6 ore in più di fuso in Mongolia. Non sono molto documentata su questo viaggio. Ho deciso molto velocemente e ho fatto in tempo a leggere solo un libro, il leopardo e lo sciamano, di un giornalista italiano, Federico Pistone, che mi ha affascinato tantissimo. Così come un docufilm che ho visto anni fa sulla vita quotidiana di una famiglia nomade. Parto alla ricerca di una natura vasta e discontinua, di volti dolci e ospitali, di notti stellate, di contemplazione.