Italy · 1 Days · 14 Moments · July 2017

Sul Pasubio in scooter


30 July 2017

Dopo un breve giro nelle terme e nel centro cittadino, è ora di fare rientro a casa. Passiamo da Valdagno, Montecchio e in serata siamo di ritorno a Vicenza. Complessivamente percorsi 140 km, in una bella giornata di sole, montagna, cultura, gastronomia. Da rifare!
A Recoaro arriviamo per visitare un'interessante quanto scioccante mostra sul disastro nucleare di Chernobyl (visita estremaente consigliata) e un altro edificio storico, questa volta della Seconda Guerra Mondiale: è il bunker dove tra il '44 e la fine della guerra nell'aprile del '45 si insediò il comando militare tedesco in Italia. Dentro non ci sono arredi e degli ambienti restano le tracce a terra delle pareti. Una serie di pannelli informano sugli eventi storici. La visita è davvero suggestiva. Consigliata anche questa.
Salutiamo il Pasubio. L'ultimo itinerario della giornata è quello che ci porta a Recoaro Terme. Si ridiscende a Valli del Pasubio e si abbandona la SP 46. Dopo poco più di 20 km di saliscendi e divertenti tornanti, in poco più di mezz'ora arriviamo nella cittadina termale.
Nei dintorni dell'Ossario, a circa 25 minuti di cammino a piedi (in salita, all'andata), bruciamo qualche caloria con la scusa di andare a vedere quella che è diventata sorprendentemente l'attrazione principale della zona (sic!): il ponte tibetano. E' un ponte sospeso, che ha poco di tibetano, essendo per (giusti) motivi di sicurezza interamente in metallo. Però alla gente piace. Vabbe'. Un'andata e ritorno per la nostra Bibi, che è l'avventurosa della spedizione!
In questa che è stata dichiarata Zona Sacra, troviamo uno dei più importanti omaggi ai caduti della Grande Guerra. In questa torre alta 30 metri, con una vista eccezionale sul massiccio del Pasubio e la sottostante Val Leogra, sono conservati da circa 90 anni i resti di più di 5 mila caduti sul fronte. Da non perdere sullo stesso piazzale anche la visita al Museo della I Armata, con reperti importanti, uno splendido plastico e un percorso tematico molto interessante.
Dal Lago dei Poiani risaliamo al Pian delle Fugazze, svoltiamo a destra e risaliamo per qualche centinaio di metri: la nostra prossima metà è l'Ossario del Pasubio e l'adiacente Museo della I Armata.
Salutiamo a malincuore umani e caprini dela malga, per continuare i nostri giri. Facciamo un veloce salto al sottostante Lago dei Poiani accanto al più grande Lago di Spèccheri, creato da una diga e che intravediamo dall'alto. In dieci minuti siamo sul posto.
Sono in cento, della razza Capra camosciata delle Alpi. Sono bellissime ed estremamente amichevoli. Un salto nel mondo di Heidi!
Finito di pranzare, dopo aver gustato anche i dolci della casa e un caffè rigorosamente corretto, andiamo a far visita alle protagoniste dei formaggi appena gustati: le capre della malga, prima in stalla poi al pascolo libero.
Nella malga possiamo gustare gli squisiti piatti preparati dalla padrona di casa: canederli alle erbe selvatiche, pasticcio di verdure, un tagliere di speck, soppressa, lardo e formaggi di capra km 0...,5 (il caseificio è a 500 metri di distanza). Il tutto davanti a un panorama di una bellezza straordinaria. La Vallarsa è un luogo ancora intatto e protetto, per la sua importanza naturalistica e storica.
Da Pian delle Fugazze, per il pranzo (la nostra giornata inizia sempre tardi!), in pochi minuti arriviamo a una tipica malga posta proprio all'inizio della Vallarsa: Malga Streva.
Tante le testimonianze dell'importanza storica di Pian delle Fugazze: le targhe e le pietre che rimandano a un secolo fa, quando questo passo segnava il confine tra Regno d'Italia e Impero Austro-Ungarico e quindi la zona di inizio delle ostilità della Prima Guerra Mondiale. Ma anche il cippo di confine tra Impero Austriaco e la Serenissima Repubblica di Venezia datato 1751: per vederlo occorre "arrampicarsi" per circa 100 metri sulla destra della strada.
Oggi si va in direzione del Pasubio, zona di bellissimi paesaggi di montagna e di importanti testimonianze storiche. Cerchiamo, come sempre, di coniugare storia, natura e gastronomia! Partiamo in sella allo scooter da Vicenza sulla strada provinciale 46 del Pasubio, passando da Schio, Valli del Pasubio e dopo circa 50 minuti arriviamo a Pian delle Fugazze, luogo di scollinamento e di confine tra Veneto e Trentino.