United States of America · 10 Days · 18 Moments · August 2018

Hiking the wild 2018


16 August 2018

15 August 2018

Alba nella Monument Valley. È stato suggestivo anche se nuvoloso. In fretta e furia smontiamo la tenda..abbiamo la visita prenotata all’Antelope Canyon alle 10 e ci sono 2 ore di macchina di fare! Partiamo e realizziamo dopo poco che all’Antelope Canyon cambia ora..abbiamo un’ora in più per fare le cose con più calma. L’Antelope (noi abbiamo fatto l’Upper) è gestito completamente da Navajo che hanno capito come fare una macchina da soldi..nel canyon puoi entrare solo con loro e le gite non costano poco! Il canyon è spettacolare, in alcuni tratti strettissimo, anche con le nuovole si creano all’interno giochi di luce e ombre incredibili. Peccato però che sia super affollato e la durata della visita lungo il canyon (è lungo 200 metri) sia dettata dalle guide Navajo che non ti danno neanche il tempo di fare le foto. Anzi ti prendono loro il telefono, ti settano le impostazioni e ti fanno pure la foto!!
Entriamo nella riserva (qui si paga l’ingresso, non si può usare l’annual pass) e andiamo al Visitor Center. Vogliamo fare il giro della valle organizzato e ci andiamo ad informare...certo che non è per niente economico. Per fortuna troviamo una famiglia di italiani con cui ammortizzare un po’ la spesa. Saliamo su una camionetta aperta,guidata dalla nostra guida Navajo molto impavida! Ci racconta un po’ di aneddoti, come dei primi due Navajo che da Durango (Colorado) si sono trasferiti nella Valley e per fare un po’ di soldi sono andati fino a Los Angeles per mostrare ai registi la zona e convincerli a girare qualche film. Ce L hanno fatta..visti i 16 film di John Ford girati qui! Ma poi..i Navajo vedono nei Monument tutte le figure più strane che gli potevano passare per la testa. Ceniamo al ristorante The View (per coloro che non sono ospiti dell’hotel si può fare take away) e poi notte in tenda! L’ansia che fuori fosse pieno di serpenti non era poca.
Oggi è il grande giorno! Quello della Monument Valley. Partiamo abbastanza presto da Monticello. Leggiamo sulla guida che lungo la strada c’è Gooseneckbend...decidiamo di fermarci anche per fare una sosta. Essendo uno state park si pagano 5$ per entrare. Si scende dall’auto e ci si meraviglia di come il Gleen River faccia 4 curve strettissime, a collo d’oca appunto, in un 1km per compierne 12! Proseguiamo poi il viaggio. Ad un certo punto notiamo dei cartelli “Slow Down” e “Attention to pedestrians”...bastano pochi metri per capire che siamo lì, su una delle strade più famose del mondo, quella di ingresso alla Monument Valley, al Forrest Gump point! Ovviamente fermarsi per fare le foto (e la fila per avere un attimo tutto per sè) è d’obbligo! State attenti alle macchine che arrivano, ci sono dei pazzi che vanno fortissimo fregandosene della gente. E attenzione anche a stare sul ciglio della strada...noi ci abbiamo rimesso una macchina fotografica appoggiata in terra per 2 minuti

13 August 2018

Per avvicinarsi verso la meta successiva abbiamo dormito a Monticello. È un paesino quasi inesistente, una unica strada con pochissimi posti dove cenare.
Canyonlands. Non ci aspettavamo niente da questo parco, pensavamo che fosse un fritto misto tra Grand Canyon e Arches. E invece anche questo ci ha colpito. Noi abbiamo visitato solo una delle tre zone del canyon. Tra Island in the Sky, the Needels e The Maze abbiamo scelto la prima. Questo perché sapevamo che era più facile da visitare in macchina, senza dover fare troppi off road. E poi perché eravamo curiosi del Mesa Arch. In effetti è proprio una vista da cartolina! La visita del parco consiste nel vedere il canyon formato dal Green River e dal Colorado Diver da diverse angolazioni. Abbiamo finito il giro andando a vedere una formazione diversa dal solito: una sorta di cratere. Non si sa se sia stata formata da un meteorite o dall’oceano che ritirandosi ha lasciato il sale che, sgretolandosi ha formato un enorme buco.(??, questa teoria ci ha convinto poco).

12 August 2018

Per cenare a Moab consigliamo la Moab Brewery. C’è un po’ di tutto, da piatti vegetariani and hamburger e steak. La birra non è male, forse un po’ annacquata. Positivo il fatto che chiude alle 11, perfetto per chi rientra tardi dai parchi. Tutti gli altri ristoranti, escludendo i fast food ovviamente, chiudono alle 9/9:30.
The arches. Il nome dice già tutto. Una giornata caldissima a camminare sotto il sole cocente. Il double arch, il primo che abbiamo visto, è molto più grande di quello che mi immaginavo. È spettacolare essere lì sotto. Poi proseguiamo facendo altri sentieri di qualche km per vedere North and South Window. Il Landscape Arch è veramente sottile invece..sembra che si rompa da un momento all’altro. Ecco perché sotto questo arco non possiamo andarci. Sono quasi le 6, possiamo iniziare a pensare di fare il trail che volevamo fare dalla mattina. Quello verso il Delicate Arch, il simbolo dello Utah. Un sentiero senza un minimo d’ombra, prevalente in salita, con il vento caldo che non da un minimo di refrigerio. Capiamo che siamo arrivati dalla quantità di turisti che c’è, tutti posizionati con le macchine fotografiche per cogliere le sfumature del tramonto. Giro la testa ed eccolo lì, imponente, come appoggiato come sul palco di un teatro. E noi gli spettatori a contemplarlo.

11 August 2018

Moab Valley Inn, sistemazione niente male. Giusto compromesso qualità/prezzo. Unico neo: la colazione, un po’ scarsa, è fino alla 9.
Oggi giornata di trasferimento a Moab. Visto che dovremo stare ore e ore in macchina un po’ di palestra mattutina ci sta tutta. Certo che gli americani sono proprio fissati con l’aria condizionata...sul tapis roulant ci sono delle bocchette che sparano aria fredda in faccia mentre corri! Partiamo e ci fermiamo subito al lago salato, come si fa a non andare a vederlo? Che strano..al posto della sabbia c’è il sale che ti scricchiola sotto i piedi! Però che puzzo di pesci!! Eppure il lago è così salato (16% rispetto al 3% dell’oceano) che non ci vivono pesci ma solo dei minuscoli gamberetti che mangiano le alghe. Ok ripartiamo...dopo mezz’ora realizziamo che dopo Salt Lake avremmo rivisto una città solo alla fine del viaggio. E dobbiamo finire di comprare le cose per il campeggio! Quindi ci rinchiudiamo da Walmart..dove non smetteremo mai di girare per gli scaffali a curiosare. Ultima tappa a Herriman, a vedere la casa del cartone Up e poi partiamo davvero alla volta del deserto.

10 August 2018

Ci svegliamo presto per prepararsi a ripartire. Stavolta direzione Salt Lake City. Facciamo ore e ore di viaggio con lo stesso panorama...colline (mica quelle Toscane!) con mucche, mucche e ancora mucche. Ah ecco qualche cavallo e qualche papera. Qualcuno ha davvero un bel ranch però! Arrivati in centro la prima tappa è lo stadio di Basket perché qualcuno doveva assolutamente comprare una maglia di un giocatore che non gli avevo mai nemmeno sentito nominare. Poi andiamo in centro e capiamo subito che...non c’è niente da vedere! Se non mormoni. E infatti capiamo che Salt Lake City è la loro Gerusalemme. Tample Square e la chiesa sono belle comunque. Facciamo allora un po’ di shopping prima di andare a cena...con vista.

9 August 2018

Stasera dormiamo a Jackson Hole. L’hotel è una casetta di legno dove c’è tutto: dal barbecue in giardino, ad un piccolo divanetto e alla cucina. Non vorrei uscire! E invece andiamo a cena in centro e mangiamo qualche ribs molto leggera! Il paese è molto carino con un sacco di locali. Chissà in inverno quando la gente viene per sciare come deve essere bello! Incuriositi dalle Harly Davison parcheggiate davanti entriamo nel Cowboy Million Dollar Bar. Atmosfera super americana con musica dal vivo e tavoli da biliardo. Due ragazze con cappello cowboy si sono sfidate a biliardo per quasi 40 minuti..erano davvero molto brave.
Eccoci arrivati al Gran Teton che inizia praticamente una ventina di chilometri dall’uscita sud di Yellowstone. Capiamo subito che questo è un parco da vivere! La natura è bellissima, ci sono un sacco di attività da fare come scalate, passeggiate, escursioni in bicicletta e canoa. Noi decidiamo di visitare i punti salienti, come Colter Bay e Lake Lane. Qui ci facciamo anche una gita con la canoa. Il monte Teton è maestoso visto da qui!
Oggi direzione Gran Teton. Ma prima facciamo qualche sosta a Yellowstone, tra cui West Thumb. Anche questo posto si é rivelato diverso dagli altri... i geyser vicino al lago (tra cui alcuni direttamente nel lago!) rendono tutto ancora più particolare. Una guida ci racconta che nel gayser “Fish Cone” alcuni pescatori andavamo a cuocerci i pesci comodamente dalla barca! Hanno avuto fortuna perché è eruttato solo due volte!

8 August 2018

Moose Creek Inn, una buona base di appoggio a West Yellowstone
Secondo giorno a Yellowstone. Andiamo verso Norris Geyser Basin, fermandoci prima per ammirare le Gibbon Falls. A Norris ci sono due passeggiate da fare. Iniziamo da Back Basin.Qui le sorgenti sono simili a quelle dell’Upper Gayser Basin e si passeggia tra piccoli pini. Esmerald Spring è di un azzurro verde acceso. Ci ritroviamo poi allo Steamboat geyser, il più grande del mondo. E’ instancabile, emette costantemente vapore ma le sue eruzioni sono molto imprevedibili. È poi il momento Porcellain Basin. Il paesaggio è lunare. Una surreale vista a 180 gradi. Mmm è quasi ora di pranzo...andiamo al Canyon Village a mangiare qualcosa prima della prossima tappa! Non abbiamo grandi aspettative sul Grand Canyon di Yellowstone ma basta percorrere un sentiero per una quindicina di minuti per ritrovarsi su una piattaforma al pari delle cascate. Hanno una forza incredibile e formano un magico arcobaleno sul canyon. Ampiamente soddisfatti torniamo al motel, dopo qualche avviamento di wildlife!

7 August 2018

Ricaricatici un po’ ci informiamo sulla prossima eruzione prevista dell’Old Faithfull...mancano 40 minuti! Facciamo una sosta allo store e ci dirigiamo verso il geyser. Incredibile..hanno costruito una sorta di anfiteatro intorno al re del parco. Tutti in attesa dello spettacolo...che è puntuale (è il geyser più regolare di tutti, con uno scarto di solo 10 minuti). L’eruzione, alta circa 50 metri, dura 3 minuti. Ci dedichiamo poi alla zona dell’upper geyser basin, un posto incredibile che si visita facendo una passeggiata su una passerella di legno. A destra e sinistra si alternano geyser a fumarole e a pools, ognuna diversa dall’altra. Mille sfumature diverse a seconda della temperatura e dell’acidità dell’acqua. Per puro caso abbiamo visto il Grand Geyser eruttare, più potente dell’Old Faithful! Terminiamo il giro con una birra all’Old Faithfull Inn e prima di lasciare il parco ci andiamo a godere il tramonto al Grand Prismatic Spring...senza parole andiamo a West Yellowstone.
Dopo 2 ore di viaggio arriviamo all’ingresso del parco. Facciamo l’Annual Pass, con solo 80$ a veicolo si può accedere a tutti i National Parks americani. La ranger è troppo carina e solare. Costeggiamo il Madison River in un paesaggio tranquillo e rilassante. Ad un tratto si apre la valle e a destra e sinistra si vede fumo bianco..eccoci arrivati nella zona dei gayser! La prima tappa è la Grand Prismatic Spring. Per godere della migliore vista proseguiamo fino a Fairy Falls. Lasciamo la macchina e facciamo una breve passeggiata che ci porta ad una terrazza che da sulla più grande sorgente di acqua calda del parco. Da qui è uno spettacolo e si vedono tutte le sfumature..dal giallo,all’arancio,dall’azzurro al verde. La fame inizia a farsi sentire..visto che in Italia è ora di cena! Andiamo verso Old Faithfull e mangiamo una ceasar salad (ovviamente!) all’Old Faithfull Inn. La hall dell’hotel è fighissima, costruita con tronchi di legno ed è subito Wild West.
Il fuso orario ci ha regalato la prima alba. Il sole è sorto dietro le “shining mountains”. Un buon inizio per questo viaggio! Partiamo subito alla volta di Yellowstone!