Italy, France, Cuba · 12 Days · 29 Moments · January 2019

Cuba in 1500 chilometri


30 January 2019

Siamo arrivati alla fine del viaggio! Saliamo sulla cima del monumento a Jose Martì, eroe nazionale, per una vista strepitosa sulla città e poi ci concediamo un succo nel giardino dell'Hotel Nacional, tra i più vecchi alberghi cubani e sede di un celebre ritrovo di mafiosi arrivati da tutto il mondo. Facciamo ancora un salto davanti al Capitolio e un'ultima passeggiata per Habana Veja con la scusa di spendere gli ultimi CUC nel portafogli... e si va in aeroporto. Hasta luego Cuba, ci sei piaciuta moltissimo!

29 January 2019

Proseguiamo a piedi nell'Habana Veja, la parte più antica una volta custodita all'interno delle mura. Fondata nel novembre 1519, la città si prepara a festeggiare i suoi 500 anni e fatta eccezione per qualche costruzione recente (conseguente il crollo di vecchi palazzi) tutto è fermo a secoli fa e sembra di vivere nella scenografia di un film. Visitiamo l'imponente cattedrale, il Castillo de la Real Fuerza con il modellino in scala del galeone Santissima Trinità, percorriamo Calle Obispo e Calle Mercaderes, Plaza Veja e arriviamo alla chiesa di San Francesco d'Assisi. Girovaghiamo a caccia di ricordi nel mercato sul molo, offrendo sapone e biscotti, più graditi degli spiccioli. Ci vengono le vertigini a guardare la punta dell'edificio Bacardi, mix di art decò e kitsch sulla cui cima purtroppo non si può più salire, e ci sentiamo a Washington ammirando la maestosità del Capitolio. Stanchezza da 14km fatti a piedi ma siamo esploratori felici!
Penultimo giorno di viaggio e andiamo alla scoperta dell'Habana! Tour in auto storica (una Chevrolet decappottabile del 1944) per l'Habana centro, dal Malecon (il lungomare sempre più eroso dall'oceano atlantico) al residenziale quartiere Miramar con i suoi alberi infestanti, i ficus del Bengala, le cui radici stritolano qualsiasi cosa ostacoli il loro crescere, fino a Plaza de la Rivolucion, passando per l'immenso parco cittadino e Parque Lennon.

28 January 2019

Arriviamo a L'Avana che è quasi il crepuscolo, Casa Flamboyan è una meravigliosa sorpresa e l'entusiasmo riparte ai mille. Ci consigliano di cenare da El Idilio, a un paio di isolati da questa sontuosa villa di inizio secolo scorso: il nome del ristorante è una garanzia, la migliore cena della vacanza (già prenotato anche per domani sera!)
Salutiamo Cayo Santa Maria con un vento fortissimo, scoprendo che nella notte un tornado si è abbattuto su L'Avana, la nostra meta di oggi nonché ultima destinazione del viaggio. Facciamo una rapida sosta a Remedios, minuscola cittadina coloniale ben lontana dai fasti di Trinidad, abbastanza fatiscente e marginale rispetto alle principali tappe turistiche, dopodiché ci rimettiamo in auto per quattro infinite ore dove assistiamo agli inutili tentativi, da parte del taxista, di tenere la portiera del guidatore ben chiusa 🙈 ai 110 km/h in autostrada. Ma todo bien!

27 January 2019

Giornata intera di relax al cayo, mare da cartolina con delfini all'orizzonte e spiaggia piena di conchiglie! Il premio per aver trovato la più bella va a Robi, un vero tesoro 🐚 Abbiamo gli occhi pieni di mille sfumature di blu 💙 e quasi quasi ci abituiamo al tutto finto e comodo del resort 😜

26 January 2019

This is Cayo Santa Maria baby!!! Wow wow wow 😎 [Unica pecca: essere italiani nei ristoranti del resort all inclusive. Ma aveva ragione chi ci diceva che questo cayo andava visto una volta nella vita 🏝]
Lasciamo la splendida casa particular di Miriam per dirigerci al relax di Cayo Santa Maria. Tappa obbligatoria lungo il viaggio il mausoleo di Che Guevara a Santa Clara. Il museo è molto curato e raccoglie testimonianze fotografiche, scritti e oggetti del Che, dalle origini famigliari al percorso scolastico fino alla scelta di diventare un combattente e quindi gli anni di lotta con Fidel e ancora dopo la liberazione cubana. La visita alla parte dedicata al mausoleo è anch'essa emozionante, ancor di più: un giardino interno, le luci basse e le lapidi dei combattenti ognuna con un garofano rosso, al centro quella del Che. Un peccato che non si potessero fare foto...

25 January 2019

Passeggiata pomeridiana per Trinidad a caccia di souvenir tra mercatini, gallerie d'arte e laboratori di ceramiche. Chissà se il vaso arriverà a casa 🙈 Merenda con mojito mucho carico alla Taberna La Botija e poi salita sul campanile dell'ex convento San Francesco d'Assisi, ora sede del Museo della lotta contro i banditi.

24 January 2019

Playa Ancón ci permette di oziare tutto il pomeriggio sotto un ombrellone 100% biodegradabile (tronco di palma e foglie di palma). Con la sua distesa di sabbia bianchissima è considerata tra le spiagge più belle della Cuba meridionale, a soli 12 km da Trinidad. Ci ha portati qui un taxi eccezionale: una Chevrolet blu classe 1947, essenziale. Dopo aver inserito la "terzera" il cambio è impazzito e ci siamo dovuti fermare per un rapido pit-stop a cofano aperto (non ci era ancora capitato e quasi ci sentivamo in difetto avendo messo in conto imprevisti alle auto...) ma todo bien! Alla sera assaggiamo il dissetante cocktail tipico di Trinidad, la canchanchara, nell'omonimo locale che ne custodisce la ricetta segreta. Gli ingredienti noti sono acqua, ghiaccio, rum, miele e lime...
Un tour di tre ore sotto il sole cocente di Trinidad ci ha fatti innamorare di questa cittadina coloratissima fermatasi al 1850, prima della guerra di indipendenza dagli Spagnoli, e per questo Patrimonio UNESCO. Da Parque Cèspedes si entra nel pieno centro, dove le decorazioni in stile liberty anticipano la meraviglia degli interni dell'Iberostar Grand Hotel fermo agli anni Venti. Poi Plaza Santa Ana dove venivano venduti gli schiavi portati dall'Africa, la chiesa di Santa Ana scoperchiata dall'uragano del 1932 ma ancora consacrata, l'ex carcere coloniale ora convertito in Cervezeria (birrificio), la cattedrale della Santissima Trinità affacciata sulla splendida Plaza Mayor. Il cafè Don Pepe dove abbiamo assaggiato il famoso turchino, caffè con gelato al cocco e miele. I musicisti in ogni piazzetta. I colori delle case, principalmente giallo Trinidad e blu Habana per impedire il riverbero del sole sulle pareti bianche.

23 January 2019

Stasera la coloniale Trinidad ci ha accolti nel migliore dei modi! Una casa particular carinissima, la padrona Miriam sorridente e un ottimo succo di guava, un frutto tropicale rosa di cui sentirò tantissimo la mancanza in Italia. Il centro della cittadina è delizioso, tutto un cunicolo di vie in cui si susseguono fitti ristorantini, gallerie d'arte, negozi di pizzi e la musica caraibica fuoriesce da ogni porta. Per il tour con la guida dobbiamo aspettare domattina, intanto Robi festeggia con la sua prima torta rosa, sicuramente la peggiore mai mangiata, ma è il gesto che conta 🎂🥂
Pomeriggio in viaggio verso Trinidad! Facciamo tappa a Cienfuegos, fondata da un emigrato francese agli inizi del 1800 e ora Patrimonio dell'Umanità UNESCO per la sua architettura anni Venti e ispirata al neoclassicismo. Le strade odorano di smog d'auto senza filtri e di cavalli, i palazzi hanno un fascino fatiscente, l'unica manutenzione è la pittura. Abbiamo avuto la fortuna di vedere i restauratori al lavoro sui mosaici che impreziosiscono la facciata del Teatro Tomàs Terry, inaugurato nel 1895. Porta aperta sul Parco Josè Martin, alla faccia dei restauri al chiuso in laboratorio!
Buon compleanno mi amoooor!! ❤️ Una Fiat Tipo rossa questa mattina ci ha portati in un angolino di paradiso, Caleta Buena: qui si fa il bagno in piscine azzurrissime createsi naturalmente tra gli scogli (così ci assicurano) cui si accede grazie a un paio di scalette. Svariati pesci colorati e temperatura perfetta, peccato per il timido sole che si è un po' fatto aspettare.

22 January 2019

Abbiamo trascorso il pomeriggio nell'incantevole Playa Giron, perla caraibica e importante sito storico: qui, nell'aprile 1961, è avvenuto lo sbarco di un migliaio di mercenari reclutati dalla CIA per sovvertire il regime di Castro. L'esito fallimentare dell'operazione ha permesso ai cubani di ottenere provviste e medicinali per un valore di 53 milioni di dollari, in cambio del rilascio dei prigionieri americani. Il museo accanto alla spiaggia ne custodisce una ricca testimonianza fotografica, così come le numerose insegne che si trovano lungo le strade del villaggio. Per noi primo bagno nel Mare dei Caraibi, acqua cristallina e sabbia bianchissima. Super wow! (Foto senza filtri 🌴)
Durante il viaggio abbiamo fatto tappa nella Peninsula de Zapata (le Everglades di Cuba) al Criadero de cocodrilos, uno degli allevamenti di coccodrilli voluti da Castro per scongiurare l'estinzione della specie autoctona. "Ma dove sono quelli veri, questi sono finti..." sono state le ultime parole prima di vederne uno - che pensavamo essere una statua - muovere le fauci.
Alexei - che di secondo lavoro fa il taxista perché in un giorno guadagna quello che in ospedale prende in un mese come medico ginecologo - ci ha portato da Vinales a Playa Giron, raccontandoci senza mezzi termini i motivi per cui il socialismo cubano è capitalismo fatto e finito. La sua Peugeot del 1995, comprata dal Governo di seconda mano (unico modo per acquistare un'auto se sei cubano) è costata, ora, l'equivalente di un'auto di lusso nuova da noi: 80mila CUC, poco meno nel cambio in euro. Alexei sogna di emigrare in Algeria per lavorare in una clinica gemellata con il suo ospedale, la sola strada per uscire da Cuba perché il Ministero della Salute vieta ai medici di lasciare l'isola, come per tutti i laureati con specializzazioni utili e preziose per il popolo cubano.

21 January 2019

Oggi siamo stati ancora all'interno del Parque Nacional Vinales. Ci siamo addentrati nella suggestiva Cueva del Indio, una grotta attraversata dal fiume che le dà il nome. Il primo tratto, a piedi, si percorre in totale libertà su un'invasiva colata di cemento in barba a qualsiasi teoria di preservazione dello stato originario dell'ambiente. Alla fine del sentiero, un piccolo molo dove si attende la barca per proseguire la visita in perfetto stile Indiana Jhones! A seguire abbiamo fatto una breve tappa alla Cueva di San Miguel, dove il ritrovamento di alcuni reperti ha permesso si scoprisse che la grotta era rifugio per gli schiavi in fuga dai dominatori spagnoli, e al Mirador de Los Jaminez, un balcone sulla vallata. La mattinata si è conclusa ai piedi del Mural de la Prehistoria, un murales risalente al 1961 largo ben 120 metri, dicono il più grande al mondo, sulle rocce della Sierra de Vinales.
Il pergolato del Cuajanì, un delizioso ristorantino con orto sul retro, ci ha accolti per un pranzo super: la bruschetta di banana da legume (platanos) fritta con su macedonia di papaya, avocado, mango e cipollotti si aggiudica il primo posto nella gastronomia cubana finora sperimentata! La passeggiata di 5km a/r sotto il sole tra piantagioni ne è valsa decisamente la pena! Pomeriggio di totale relax a Villla Gloria, dove siamo ospiti, sulla terrazza solarium con vista sulla valle 😎

20 January 2019

La tratta autostradale da L'Avana a Vinales è stata un'esperienza in stile Salerno-Reggio Calabria tra buche, pedoni, autostoppisti, biclette, calessi, venditori di formaggi... Caratteristica, sicuramente! La tempesta tropicale che ha battezzato il trasferimento di questa mattina ha presto dato spazio al sole permettendoci di fare un'escursione nella valle di Vinales tra le piantagioni di tabacco, caffè e canna da zucchero, dove il 90% del raccolto viene dato al governo. La partenza in calesse momento top, poi lezione sulla realizzazione dei sigari cubani, tutto con vista sui mogotes che spuntano qua e là per la valle. La chiacchierata con la nostra guida ci ha confermato quanto si sa sulla gente di Cuba: un lavoratore medio guadagna 20-25 CUC al mese, ovvero meno di 25€, qualsiasi mestiere faccia. Si arrotonda solo con i turisti. Impossibile parlare di automobili, smartphone o vacanze, l'imbarazzo ha regnato sovrano e le scarpe piene di fango sono passate in secondo piano.
Ci svegliamo all'Habana alle prime ore del mattino e facciamo una passaggiata fino al lungo mare aspettando che Donna Liz ci prepari un'abbondante colazione caraibica. Il fascino delle case in stile coloniale è reso ancora più intenso dalla mancanza di manutenzione e cura sia delle facciate sia, da quello che riusciamo a sbirciare, degli interni delle abitazioni. L'Habana da cartolina che abbiamo intravisto ieri é stata confermata: le Cadillac dai colori più o meno accesi e stravaganti invadono la città, gruppi di persone aspettano e sperano nel passaggio di un bus che chissà quando arriverà, lo scorrere del tempo é lento e l'aria odora di umidità, anche se Donna Liz dice che oggi non fa caldo... Dopo colazione assistiamo alla compilazione a mano del registro degli ospiti, che avviene con scrupolosa attenzione: vietato fare errori o la multa é assicurata. Qui il fisco non è cosa da poco. Ora si parte per Vinales, torneremo ad assaporare questa città a fine viaggio.

19 January 2019

Hola amigos, noi siamo a L'Avana! I controlli in aeroporto sono stati più rapidi e fluidi del previsto, ne siamo rimasti colpiti e quindi via destinazione centro città dove sorseggiando al volo una Cristal (rigorosamente birra nazionale) con empanadas e hamburger (un po' meno nazionale) e andandiamo a dormire da Donna Lis, una deliziosa casa particular a due passi dal palazzo da cui si affacció Fidel Castro per inneggiare alla rivoluzione socialista. Siamo nel quartiere El Vedado, accanto a Plaza de la Rivolucion dove la scena è dominata dalle installazioni luminose e giganti di Che Guevara e Camillo Cinfuegos. Ci accoglie un clima piacevole con un pizzico di umidità che ci fa subito apprezzare l'aver scelto la stagione secca. L'aria profuma di riso bollito e sentiamo subito il calore della gente caraibica ferma sui marciapiedi della città, nei dehor dei locali e negli abbracci di Donna Lis che non risparmia di certo in sorrisi.
Scalo parigino veloce e... hasta la vista 😎
L'Avana, Vinales, Playa Giron, Cienfuegos, Trinidad, Santa Clara, Cayo Santa Maria, Remedios, L'Avana. 1500 km in 11 giorni. Abbiamo: agitazione da partenza, zaini che si chiudono a fatica, visti e passaporti, occhiali da sole e tanta impazienza! Let's go 🇵🇷😎