Denmark, France · 4 Days · 12 Moments · December 2018

22 December 2018

11.50: arrivata a Hillerød. Bellissimo passeggiare per il centro della città. Castello bello esternamente ma interni deludenti. 12.50: ci dirigiamo verso il castello di Amleto. Molto bello, soprattutto la torre di 145 gradini, da cui si può vedere tutta la città e il porto dall’alto. Ci troviamo nella costa nordica a nord - est. Sciarpa e cappello obbligatori! P.s. Dopo la visita al castello di Amleto, consiglio una merenda alla biblioteca pubblica! Palazzo in vetro affacciato sul porto.
8.30: la mattina inizia presto. 8.30 sveglia. Mi dirigo verso la stazione di Norrepørt dopo essermi presa un cappuccino take away da Espresso House. Direzione Hillerød!

21 December 2018

12.30: Mercato di Norreport: bellissimo mercato locale. Assolutamente da provare il pesce fresco. E le merende/ colazioni con avena e quinoa.

20 December 2018

20:02: HALLIFAX: hamburger più buono di sempre. Porzioni giuste. Prezzo onestissimo. Scegli tu che metterci dentro. Localino accogliente e con molta personalità.
18.37: le biblioteche pubbliche tra classiche, moderne, antiche e giovanili. Sono sicuramente da non perdere.
17.18: piazza principale di Copenaghen. Si passeggia nella walking street della città. Piena di negozi, mercatini e lucine di natale. Saliamo su “La Rotonda”. Bellissima vista dall’alto. Peccato per la nebbia.
13.15: provo il cibo tipico della città con annessa birra. L’ARRINGA. piatti miseri che mi costringono a ordinarne due tipologie. Buone entrambe, ma la più buona e saporita è quella in foto. Cafè Petersborg stupisce, cibo buono, prezzi buoni (10€ a piatto), porzioni misere.
12.40: terminato di passeggiare per Kastellet. Tranquillo e particolarissime le casette rosse e il mulino che rende speciale il contesto nordico. Attaccata c’è la Sirenetta, personaggio di una fiaba svedese e simbolo di Copenaghen. È piccina piccina.
11.50: è dalla Chieda di Frederik che scrivo. Cupola stupenda. Ho passeggiato per il viale di Nyhavn, per il parco di Amaliehaven e per la piazzetta di Christian IX. Mi sembra di aver girato già tutta Copenaghen invece è solo due ore che cammino. È piccola e accogliente. La gente tranquilla e molto sulle sue. Direzione sirenettaaa
10.09: ESPRESSO HOUSE: il mio lato patriottico italiano si illumina d’immenso e mi ritrovo dentro a fare colazione. Cappuccino (volevo un espresso ma mai fidarsi troppo) e muffin alla vaniglia. Ho le energie per attraversare Copenaghen a piedi.

19 December 2018

Diario di Viaggio: Destinazione Copenaghen Partenza dall’aeroporto di Venezia alle ore 15.21, con un ritardo di sei minuti. La nostra presenza comunque puntualissima, ci regaliamo anche il tempo di bere un the caldo nell’attesa. Procediamo verso l’Aereo della compagnia di AirFrance: offerta di un biscotto con scaglie di cioccolato (immangiabile per la sottoscritta che lo odia) decido di riempirmi il bicchieri di un’altra tazza di the. Nell’attesa del atterraggio, previsto per le 17.20 all’aeroporto di Parigi, leggo “Stigma” di Goffman (il mio prossimo e primo esame da dare alla sessione invernale 2019, del mio primo anno di università). Il viaggio ha parecchie turbolenze e la matita non vuole stare ferma un attimo, che non mi permette neanche di sottolineare le parole del mio libro. Non sarà questo a rovinare la partenza del mio viaggio. Non è preoccupante. A Parigi hanno previsto bel tempo.
Aereoporto di Paris: merenda da Starbucks, cappuccino e Muffin alla vaniglia. Cena al bar “Bellota”, cucina francese/spagnola. Il digiuno è più gustoso ed economico. Bocadillo di Chorizo. Bellezza di 9€. L’attesa è lunga, compriamo un mazzo di carte ed è subito scala 40. 21.20: ci troviamo seduti nell’aereo AirFrance pronti alla partenza. Sembra di non arrivare più e la stanchezza si fa sentire. Voglio una camomilla. 21.37: decollo. Air france fornisce the caldo (la Glober è contenta) e wrap al pollo (fa schifo, me la intasco per i tempi più duri). Oggi solo panini scadenti. 22:30: i miei occhi sono stanchi per leggere e la mia mente non vuole addormentarsi. Cuffie nelle orecchie e aspettiamo di atterrare. Accanto a me, A. Che mi fa molta compagnia e mi tiene sveglia (da bravo lettore incallito, i suoi occhi non si staccano dal libro che tiene in mano). 00:45: Scrivo dal letto caldo le ultime parole per concludere questa lunga giornata di spostamenti: LA STANZA È UNA FIGATA!