Cuba · 1 Days · 3 Moments · June 2017

Avventura di Jesse a/in Città de L'Avana, L'A


6 June 2017

Nel frattempo Miriam continua a guardarmi. Prima siamo usciti a fumare insieme. Mi ha raccontato che, se tutto va liscio, il mese prossimo sarà lei il supervisore. Sarà migliore di Miguel secondo me. Ecco, ora mi sta guardando. Le ho sorriso, alzando le spalle. Non sono più il turista agitato che ha perso il suo preziosissimo volo e che quindi cammina avanti e indietro per gli uffici. Adesso sono seduto, e aspetto.  Qui a L'Havana un sacco di gente si siede per aspettare. Non so chi o cosa. Forse il prossimo Fidel. Forse un'idea, o l'amore perduto.  Sorseggiando Rum, aspettano.
Sono cinque ore che aspetto qui. Ho aspettato per il check-in. Ho aspettato per riuscire a prendere il volo. "Señor, le falta l'ESTA" mi dicono. L'ho perso. Ho aspettato per comprare il tesserino per il Wi-Fi. Mancava la connessione. Ho aspettato che qualcuno mi dicesse come connettermi a internet. "No se puede, amigo". Ho aspettato che tornasse la connessione, e poi ho nuovamente aspettato per comprare internet. Ho aspettato che il Wi-Fi funzionasse per poter comunicare al governo degli Stati Uniti di non essere un terrorista, di non essere pazzo e di non essere uno spacciatore colombiano con amici iraniani (comunicarglielo mi è costato 14 dollari, ma ne è valsa la pena perché ho mentito). Ora aspetto che Miguel (il supervisore) mi dica che c'è posto per me nell'aereo.
Aereporto de L'Havana, Martedì 6 giugno 2017, 3 pm. Conosco i nomi di tutti i lavoratori della American Airlines. Jorge, Miguel, Miriam, Carlos. Il signore che lavora nel negozio di telefonia si chiama Domingo. Gli ho fatto da spalla per un flirt con una signora. I panini più economici sono al terzo piano. Sempre al terzo piano ci si può connettere abusivamente all'unico Wi-Fi dell'aereoporto, in un angolo vicino agli uffici dove non è permesso stare al pubblico. Io posso. Me l'ha detto Jorge. Stavo pensando che, in cinque giorni che sono stato a Cuba, questa è la prima volta che il comunismo mi ha fatto incazzare. In qualsiasi altro luogo del mondo avrei risolto la cosa in dieci minuti, e ora sarei già a Miami. Certo, è stata colpa mia. Mancanza di diligenza. Mi accade spesso di non essere diligente. Meno male che trovo sempre un Jorge. Ora sono in lista d'attesa, se resta qualche posto libero posso partire, altrimenti dovrò aspettare fino a stasera.