Italy, Germany, Netherlands · 5 Days · 68 Moments · May 2018

AMSTERDAM-BRUGES-DELFT


28 May 2018

Day 5 - Amsterdam Schiphol. Per ogni inizio una fine, come in tutte le cose. Cercando di trarre delle conclusioni penso a quanto sia bello mettersi alla prova e doversela cavare da soli (o quasi). È bella la sensazione della padronanza di sé e del totale libero arbitrio. Viaggiare da sola mi forma, mi apre la mente, mi fa conoscere persone, mi fa essere più ricettiva, mi fa superare ostacoli e abbattere frontiere. E quando torno a casa, oltre ad essermi portata dietro un pezzetto di mondo, riprendo a fare la mia vita con una marcia in più e con una migliore (e maggiore) consapevolezza personale e delle mie capacità. Questo mi sento di dire, nulla di più, perché ora è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche fino alla prossima fuga temporanea! À bientôt :)

27 May 2018

Last night but not Least. Dal tetto della TU Delft Library. Goedenacht!
TU Delft Library. La biblioteca della University of Technology di Delft, la più grande e antica università tecnica dei Paesi Bassi nonché una delle più prestigiose scuole di ricerca al mondo. In sostanza è un cono incastonato in una struttura il cui tetto è costituito da un rigoglioso prato inglese. Unica pecca, gli scalini stile Calatrava for Venice. (Ultime tre immagini prese da gugol per farvi capire quanto fica è).
De Grote Plas. Un giretto in canoa nelle acque del lago di Delft.
Semplice e conciso. De rien.
Mmmmmm ❤️ anatroccolo!
Un artigiano che crea zoccoli di legno nel Markt, più tutto ciò che ne fa da cornice.
Nieuwe Kerk - e alcuni degli scorci più caratteristici di Delft.
Pancakes for breakfast da Bij Best :P
Day 4 - Welcome to Delft. Delft è una graziosa cittadina sita nel sud dell’Olanda e famosa per la bellezza del centro medievale e dei canaletti stile Amsterdam, per l’importanza del campus universitario, per i tanti musei e per le rinomate ceramiche blu. Questo quello che mi è stato accennato, ora andiamo a farci un giro con la bici coi contropedali (roba da ammazzarsi ad ogni stop).
Finalmente homie, pt. 2. Arrivata a destinazione - Delft. Ma con l’amore nel cuore per Bruges. Bonne nuit.
Penultima serata. Installazioni di omini giganteschi e microscopici a Den Haag. Qui vanno tutti a letto presto e all’una di sabato la città sta già dormendo.

26 May 2018

Rotterdam by the bus. Le donne, quelle fighe.
E il cavatappi Manneken-Pis che vabbè vince tutto. Due punti per Bruxelles.
Unica nota positiva: la ragazza di Starbucks che gentilissima mi ha dato una mano a capire dove minchia ero e dove dovevo andare. Questo è il biglietto che non ho usato (a/r in meno di un’ora) e che le ho lasciato giù in segno di infinita riconoscenza per la sua gentilezza in mezzo a 1h e mezza di stronzi flamminghi.
Salviamo il salvabile: la Grand Place (che così piena zeppa di gente e stands e palchi non sembra poi così grand). Poi per carità bellissima piazza eh. Qui ci sono il Municipio, il Museo de la Ville e altri edifici storici gotici in ordine sparso e non ben definito.
La mia faccia schifata - I murales inquietanti della deserta stazione di Gare du Nord - Persone che pisciano camminando alle cinque del pomeriggio.
Il caratteristico appassionante soffitto di una delle stazioni centrali di Bruxelles (Bourse)- e la mia faccia che apprezza.
Nell’ora e mezza di pausa tra un flixbus e l’altro decido di andarmi a fare due passi per la Grand Place. Èd andata più o meno così: Non riesco a fare i biglietti perché la biglietteria automatica non funziona. Così vado al ticket point, bigliettaio antipaticissimo, gli parlo in inglese e mi risponde in francese (come tutti). Scendo verso i treni e sto per prendere la linea sbagliata. Cioè giusta ma direzione sbagliata. Torno indietro, becco quella giusta e scendo a Bourse (fermata centralissima). Dieci minuti di numero a piedi e già torno indietro. Bruxelles è stato breve ma così intenso che non ti rivedrò mai più 😀 (L’espressione del vecchio ritraeva più o meno il mio stato d’animo del momento)
La scena è stata circa questa: Salgo sul bus per terza e mi siedo in un posto a caso vicino al finestrino. Bus mezzo vuoto. Il posto non mi convince così mi sposto un paio di posti in avanti. A quel punto il fatidico dubbio: ‘dove sarà il sole?’ Il mio sesto senso da faina mi dice che sarà a destra. Così mi sposto nella parte di sinistra. Attacco la spina alla presa ed è bloccata. Mi alzo, torno a destra, appoggio zaino e borsine e vado a parlare al conducente (rishiosisssimo) -excuse me, where is the sun on the way? Mi guarda, sbarra gli occhi e ridendo mi risponde -i’ve no idea. Così me ne torno al mio posto, sotto lo sguardo turbato e divertito di tutti (6 persone). Fine. AH. Il sole era a destra.
Prima esperienza con FlixBus (che non imparerò mai a pronunciare). Per tornare da Bruges a Delft i treni costavano un botto (50E il più economico: 4 ore, 4 treni, 5 minuti di coincidenza per fermata), così grazie a validissimi e saggi consigli prenotai un FlixBus. E niente, salgo su e: bus pulitissimo, aria condizionata, presa della corrente per ogni posto, viccì on board e free wifi. Not bad per essere uno spostapovery. Ah, il tutto alla modica cifra di 15E x 5h, di cui 1h e mezza di sosta a Bruxelles.
Il frappuccino al caramello di Starbucks senza nome perché qualcuno prima (e più stronzo) di me si è rubato il mio.
💛 Bruges. Mi dispiace salutarti di già. Ma ora parte la ricerca agli autobus verde fluo!
È bello quando per raggiungere un posto che ti attira un sacco attraversi mezza città a mezzogiorno, sfiori l’iperidrosi, rischi uno svenimento, e lo trovi pure chiuso al pubblico. Come le volte in cui ci provi con un ragazzo con tecniche sopraffini ed impegnative e quando ci sei quasi scopri che è fidanzato. Eh vabbè...consoliamoci coi cioccolatini.
..e come resistere alla tentazione di varcare la soglia di una delle centomila cioccolaterie sparse per la città? Cedendovi. E infatti questa è la Belgique Gourmande, ne ho scelta una a caso ma ho beccato quella in cui il personale è così cordiale che è stato impossibile andarsere con le mani vuote.
La smorfia INCAZZATA NERA del pittore che stava per ritrarre il viso di una ragazzina e nota che li sto fotografando. Si era davvero arrabbiatissimo, vi giuro, io sono scappata. Eh vabbè, capitano anche queste.
Questo è il Belfort, la torre civica medievale che sorge nel Markt, la piazza centrale di Bruges. Misura 83 metri ed è uno dei simboli della città. La cima è raggiungibile tramite la bellezza di 366 scalini che io per ovvie ragioni non ho fatto (brava Arianna, sempre sportivissima mi raccomando). Però sono giustificata dal cielo nebbioso e dalla fila interminabile che mi sarei dovuta sorbire quindi anche no! Prossima volta..intanto mi alleno con quella degli Asinelli :D
Bruges, terra del cioccolato.. dove il numero delle chocolaterie deve essere per forza proporzionale a quello dei dentisti e dei dietisti..
Crocohout - un artigiano di Gand (città a metà tra Bruges e Bruxelles) costruisce bellissimi giocattoli in legno e io cedo. Il riccio ora sta sul mio comodino.
Sta uscendo il soleeeeeee😀🌞
Aux Merveilleux de Fred - una delle storiche pasticcerie di Bruges. Metà di quel pane al cioccolato sta nel mio stomaco, e pure quei biscotti tipo stroopwafel ma farciti con crema al burro anziché caramello. Il cibo, quello leggero :P
Prima esperienza in ostello, commento a caldo: tutto bellissimo ma la prossima volta piglio i tappi! Andiamo a far colazione e a restituire le lenzuola..
Day 3 - Buongiorno Bruges! (Dalla camera da letto dello Snuffel Hostel)

25 May 2018

Fuori dalla porta della stanza. Li hanno già presi tutti :( Buonanotte.
“Era proprio una gran sfortuna - pensava - perdere la capacità di stare da soli con se stessi, farsi trasportare dalla gente, lasciare che la propria singolarità si arrenda alla conformità che intorpidisce le menti.” Pensieri un po’ brilli.
Poules Moules - subito dietro il Markt. E niente, alla fine ne è valsa la pena. Mosselen in brugs bier e Brugse Staffe Hendrik Quadrupel. Palato felicissimo, portafoglio un po’ meno. Vado a barcollare fino all’ostello.
Quando cerchi le migliori Moules-Frites della città ma sei pigra e stanca e finisci in uno dei ristoranti più centrali e commerciali. Speriamo bene..
H20.18. Finalmente la luce perfetta per scattare! Ma più di due scorci e un selfie non faccio perché parte la ricerca alle migliori Cozze e Fries di Bruges! Famefamefame 🤤
Snuffel Hostel - in pieno centro, parte nord ovest. Finalmente mi corico. Mi è toccato quello sopra e scendendo ho già rischiato di ammazzarmi. Condivido la stanza con 6 persone, l’ambiente è accogliente e pulito, il letto te lo fai tu e poi te lo disfi, il bagno è in comune con tutto il piano, l’asciugamano ti costa 1E, le mie roommates sono delle signorotte con accento latino, e la ragazza della reception che mi dice ‘i love your hair’ mi ha già conquistata. E poi c’è il distributore di tappi rega’, che meraviglia. Finora tutto bellissimo.
Sono sveglia ma non lo dimostro perché voglio mantenermi umile. Arentshof - uno dei luoghi più pittoreschi della città (che noi abbiamo trovato per puro caso)
Benvenuti nella perla delle Fiandre! Lost in thought in Bruges.
Koningin Astridpark - il parco centrale della città. Un bimbo biondino che si presta benissimo e la bottiglietta da 33 della TNO. Cose un po’ a caso.
Che simpaticona! :D
The mule is on the handle. Maniglie insolite per i vicoletti di Bruges.
Confessioni nella Chiesa di Sint-Walburgakerk.
Quanto adoro i giochi di prospettiva :D Nelle successive: la vera proporzione tra me e la balena, come risulto io agli occhi degli altri mentre mi faccio un selfie e mentre un bambino prende spunto dalla mia posa per la stessa foto. Heil Hitler!
I quattro dell’Ave Maria. Basilica of the Holy Blood.
Vorrei che un uomo un giorno mi guardasse come lei guarda il suo Waffle, altroché ultima birra in frigo.
Dulcis in mezzo: Waffles patriottici di tutti i gusti più uno da Panos! 🤤
The Potato Bar. Perché non si può andare a Bruges senza sfondarsi di patate fritte:P Per me una Cheese-O-Naise (fries guarnite con mayo, old bruges cheese ed erba cipollina)
La mia mamma mi ha fatto con la faccia sveglia, e con una passionissima sfrenata per i giochi di prospettiva! :D
Foto in ogni posto di ogni cosa e da ogni angolazione. Eh oh, bisogna portare pazienza.
A primo impatto la trovo bellina e vagamente ipnotica.
Il tragitto verso Bruges pullula di distese di campi e pale eoliche. Una di quelle produce 1 megawatt (1000kw) di corrente. Per alimentare una casa bastano 3kw. Quindi una pala eolica è in grado di alimentarne più di 300. Parola di ingegnere!
Day 2. Improvvisata tratta Delft-Bruges in Panda (a metano, bianca) con due ingegneri e un fisico :D Matteo Matteo e Fabrizio, conosciuti la sera prima e diventati indispensabili la mattina dopo! Annamooooo :D

24 May 2018

Ed infine..quello di cui hai bisogno dopo una lunga giornata. Homie a Delft - su gentile concessione di. Vado a collassare.
Costruite con squadra e righello proprio (..)
Anche se dopo quel panino-mattone stavo per implodere non ho saputo dire di no al gigaWaffle con fragole e nutella. Perché alla fine sono sempre un’ingorda. Nelle successive, piazza Dam.
Tiny hidden houses between big houses. Continuando la capatina per le viuzze di Amsterdam mi sono imbattuta in queste, sette mini casette incastonate tra due edifici. Pare che l’idea arrivi da Natwerk, un’agenzia pubblicitaria a cui dava fastidio che il civico delle due abitazioni adiacenti passasse da 54 a 70 senza motivo! Dei geni.
Cafe t’ Smalle. Caratteristico pub olandese nel cuore del Jordaan con dehor davvero suggestivo e cameriere ganzo dove chillarsi per la pausa pranzo. Un paninozzo leggero e via! :P
Se dimentichi a casa il selfie stick non ti resta che fermare passanti per farti fare foto. Attimo giusto e orizzonte drittino, grazie mille! :)
Non lontana dalla stazione di Amsterdam, svoltando a destra e poi a sinistra e costeggiando uno dei canaletti della città, al civico 7 di via Singel si trova la casetta più stretta del mondo. È larga quanto una porta (1m) e alta due piani (senza soffitto senza cucina) Potete prendere un caffè dal signor L. Gottschal solo se siete fatti in 2D!
Day 1. In sequenza: La stazione centrale di Amsterdam. Una prima classe di classe Paul Smith Style. Le cassette di sicurezza per lasciare il bagaglio 24h x 7E. Le porte d’uscita.
La linea sottile che divide la tolleranza dall’omicidio di massa. (Non sono mai state zitte) :(
E invece non dormo. Solo una cosa è peggio del vicino di posto che puzza e del neonato che piange: la comitiva entusiasta di donne veronesi in menopausa che vanno in trasferta per l’addio al nubilato. Solo :(
..seguito da selfie di rito nell’immancabile posto vicino al finestrino. Arrivo ed è occupato. -Scusi, io avrei il 27A. -Questo non è il 27A. E invece era proprio il 27A. SPOSTATI. Che devo dormire.
Me la prendo con comodo per arrivare in ritardo - Classico.
Aeroporto Catullo - Il buongiorno si vede dal cappuccino! :P Foto di rito. Si parteeee!